I sogni diventano mostra con Isaac Julien a gres art 671
Museum Dreams è la prima grande antologica in Italia dedicata a Sir Isaac Julien, artista e filmmaker britannico tra le figure più rilevanti nel dialogo tra video arte, installazione e cultura visiva contemporanea. Ideata da gres art 671 e curata da Nathan Ladd, la mostra nasce in stretta relazione con l’architettura dell’ex sito industriale di via San Bernardino a Bergamo, trasformando lo spazio espositivo in un organismo vivo, attraversabile e risonante, dove immagini, suono, memoria e movimento entrano in relazione.
Il progetto riunisce cinque importanti installazioni video multischermo, realizzate da Isaac Julien nell’arco di oltre due decenni di carriera. Ad amplificare i mondi delle opere, un apparato di fotografie, sculture, manufatti e materiali d’archivio. Un percorso immersivo che ripercorre l’evoluzione della ricerca artistica di Julien e mette in luce la capacità dell’artista di costruire narrazioni stratificate, in cui cinema, danza, architettura, musica, fotografia e scultura concorrono a interrogare la storia, le identità, le istituzioni museali e le forme della memoria collettiva.

Le cinque opere selezionate – The Long Road to Mazatlán (1999), Vagabondia (2000), Baltimore (2003), Lina Bo Bardi: A Marvellous Entanglement (2019) e Once Again… (Statues Never Die) (2022) – compongono una costellazione di ambienti autonomi e al tempo stesso profondamente connessi. La danza diventa un modo per abitare e animare i musei (dispositivo narrativo e spaziale); il nomadismo e la migrazione culturale in una riflessione sullo sguardo post-coloniale (si traducono in attraversamenti e dislocazioni); la città emerge come corpo segnato dalla memoria e dalle tensioni sociali; l’architettura si fa campo di relazioni culturali e politiche; il museo stesso viene interrogato come luogo di potere simbolico, conservazione e costruzione del sapere.

Come sempre accade a gres art 671, anche in Museum Dreams “il concetto di museo” non è presentato come uno spazio statico, ma come un luogo dinamico di desiderio, proiezione, e relazione. Le immagini in movimento trasformano l’ambiente che le accoglie e invitano il pubblico a diventare parte attiva dell’esperienza, a trasformarsi in ciò che Julien definisce “spettatore mobile”: non più un pubblico passivo, ma uno spettatore che costruisce il proprio percorso scegliendo tempi, direzioni e connessioni, muovendosi liberamente tra installazioni, suoni, colori e prospettive.
Come sempre accade a gres art 671, anche in Museum Dreams “il concetto di museo” non è presentato come uno spazio statico, ma come un luogo dinamico di desiderio, proiezione, e relazione. Le immagini in movimento trasformano l’ambiente che le accoglie e invitano il pubblico a diventare parte attiva dell’esperienza, a trasformarsi in ciò che Julien definisce “spettatore mobile”: non più un pubblico passivo, ma uno spettatore che costruisce il proprio percorso scegliendo tempi, direzioni e connessioni, muovendosi liberamente tra installazioni, suoni, colori e prospettive.
L’allestimento, progettato da Adjaye Associates con il lighting design di Viabizzuno, amplifica questa dimensione. Il grande padiglione di gres art 671 si trasforma in una sequenza di ambienti immersivi, alternando stanze raccolte a momenti di grande apertura. Finestre, passaggi e varchi sagomati permettono di intuire la presenza di tutte le opere dal centro del padiglione, generando così un ritmo fatto di compressioni e dilatazioni percettive e i colori scelti dall’artista per le installazioni – rosso, blu, turchese, argento – non hanno una funzione meramente decorativa, ma sono parte integrante del mondo raccontato, evocato in ogni opera.
Lo spazio di gres art 671 diviene così esso stesso parte della mostra, partecipando al dispiegarsi delle opere. È proprio in questa relazione tra luogo e visione e nella capacità di coinvolgimento del pubblico che Museum Dreams interpreta pienamente la vocazione di gres art 671: un centro culturale capace di attivare nuove forme di esperienza, partecipazione e riflessione.
Il catalogo della mostra edito da gres art 671 è la prima pubblicazione in italiano dedicata ad Isaac Julien, con contributi inediti e approfondimenti sulla sua ricerca. A completare la mostra, un public program di incontri, attività performative, appuntamenti musicali e pratiche partecipative, che conferma la vocazione di gres art 671 come piattaforma culturale aperta, capace di mettere in dialogo linguaggi, comunità e pubblici diversi.
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Photo credits: Diego De Pol

