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IMPARARE SUL CAMPO

Intervista a Luigi di Gregorio

 

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Alcuni percorsi professionali seguono una traiettoria lineare, altri si costruiscono grazie alle occasioni incontrate lungo il cammino e alla capacità di coglierle. Quello di Luigi De Gregorio, Supply Chain Director di Caffè Borbone, appartiene decisamente alla seconda categoria. Il suo percorso racconta molto dell'evoluzione dell'azienda, ma anche della fiducia nelle persone, della voglia di imparare e della capacità di mettersi continuamente in gioco.

Quando entra in Caffè Borbone, nel 2010, Luigi è un ragazzo di vent’anni con un diploma da ragioniere e una breve esperienza in uno studio di commercialisti. Non immagina certo che quella che nasce come una sostituzione di maternità diventerà la storia professionale della sua vita. Il colloquio è ancora oggi un ricordo vivido: «in sala d’attesa mi sono reso conto che gli altri candidati erano quasi tutti laureati, temevo di non essere all’altezza». Viene però scelto, e dimostra sul campo di meritare quella posizione, tanto che lo stage viene presto convertito in contratto a tempo determinato e successivamente in indeterminato.

Nei primi anni lavora nell’area amministrativa e contabile, occupandosi di registrazioni, quadrature, rapporti con i corrieri. In quegli anni Caffè Borbone era una piccola azienda di circa cinquanta persone dove tutti facevano un po' di tutto. Questo gli ha permesso di conoscere da vicino meccanismi e processi molto diversi tra loro. «La mia fortuna è stata entrare in un'azienda piccola e vivere tutta la crescita, credo però di essere stato bravo a farmi trovare pronto ogni volta che si è presentata una nuova opportunità». E le opportunità non tardano ad arrivare.

Nel 2015 la società si trasferisce a Caivano, dove si trova tuttora, e inizia una fase di rapida crescita e profonda evoluzione. Luigi viene coinvolto in una nuova sfida: lascia progressivamente la contabilità per affiancare il neocostituito team che si occupa dello sviluppo della GDO (grande distribuzione organizzata). Contratti, apertura clienti, attivazione di punti vendita, gestione operativa dei nuovi processi: un'esperienza molto diversa rispetto a quella vissuta fino a quel momento. Ancora una volta si trova ad apprendere sul campo, costruendo competenze che andranno ad arricchire il suo bagaglio professionale.

Successivamente arriva un'altra importante svolta. Nel 2018, durante il percorso che porta all'ingresso di Italmobiliare nel capitale di Caffè Borbone, Luigi viene coinvolto in alcune attività prodromiche alla due diligence e alla definizione della nuova struttura. È un periodo di grande trasformazione aziendale e di ulteriore crescita personale. Proprio in quella fase emerge una caratteristica importante del suo carattere: la capacità di riconoscere con sincerità ciò che lo motiva e ciò che invece non sente nelle proprie corde. Dopo alcuni mesi trascorsi nell'area finance e controllo di gestione, capisce che quella non è la sua strada e ne parla coi suoi superiori. Una scelta che si rivelerà decisiva, poco tempo dopo infatti l'azienda individua per lui un ruolo completamente nuovo: la guida della supply chain. «Sarò sempre grato alle persone che a quel tempo hanno creduto in me». Per prepararlo a questa nuova responsabilità, Caffè Borbone investe ancora una volta sulla sua crescita e lo iscrive a un master specialistico sul Supply Chain Management che gli consente di consolidare competenze e visione strategica, trasformando l'esperienza già maturata sul campo in una professionalità strutturata.

Luigi De Gregorio Luigi De Gregorio Luigi De Gregorio

Oggi Luigi coordina un team di circa trenta persone che lavorano tra il magazzino, la logistica, la pianificazione e l’evasione ordini e l’approvvigionamento materiali. «La cosa che mi piace di più del mio lavoro è l’imprevedibilità. Odio la monotonia. Qui ogni giorno è diverso e ti costringe a rimanere allenato». Nel frattempo è cresciuta anche l'azienda, che conta oggi oltre quattrocento dipendenti. Tra i progetti più importanti che ha seguito, Luigi cita l'implementazione del sistema SAP, nel 2019, e l’inaugurazione nel 2024 del nuovo polo logistico, una struttura da 10.000 mq che rappresenta uno dei simboli più concreti della crescita aziendale. «Nel 2022 avevamo un solo magazzino prodotto finito da 3.500 mq – racconta – oggi ne abbiamo quattro, per complessivi 18.500 mq. I volumi sono aumentati esponenzialmente: nel 2025 abbiamo movimentato quasi 500.000 bancali».

Ma dietro numeri e processi resta centrale la dimensione umana. «Per me è motivo di orgoglio lavorare in un'azienda dove non sei un numero. In questi anni mi hanno sempre dato la possibilità di sperimentare e di mettermi alla prova». È un aspetto che emerge più volte nel racconto di Luigi, che quando parla del proprio percorso cita spesso le persone prima dei risultati: manager, colleghi, figure che hanno creduto in lui e lo hanno aiutato a crescere. «Diciassette anni in un'azienda non li fai solo per lo stipendio. Quello che è sempre rimasto, anche durante tutte le trasformazioni, è il rapporto umano».

Accanto al lavoro, c'è sempre stato lo sport. Prima il calcio a undici, iniziato quando aveva appena cinque anni, poi il passaggio al calcio a cinque, disciplina nella quale arriva a giocare fino alla Serie B. Quando gli si chiede che cosa abbia portato dal campo alla vita aziendale, la risposta arriva immediata: «La tenacia, la grinta e la determinazione». E ora che ha appeso gli scarpini al chiodo si diletta con il Fantacalcio, che gioca naturalmente insieme ai colleghi, con cui si fa gruppo (anche) tra gli sfottò della chat.

Guardando il percorso compiuto, Luigi sorride pensando a quel colloquio che era certo non avrebbe superato «Se mi giro indietro vedo un ragazzo con un diploma, tante paure e tante insicurezze. Diciassette anni dopo, essere arrivato dove sono è una grandissima soddisfazione. Però rimane sempre quella voglia di dare qualcosa in più e di continuare a mettersi in gioco».

      

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