Fondazione Pesenti | Odissea Terra

 

Odissea Terra

 

Il progetto Visionari

 

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A un anno dalla sua nascita, Odissea Terra prosegue il proprio percorso con un nuovo capitolo dedicato ai Visionari: personalità, leader e interpreti del presente capaci di guardare oltre l’orizzonte immediato, leggere le contraddizioni del nostro tempo e trasformare intuizioni, responsabilità e competenze in possibilità concrete di cambiamento.

Promosso da Fondazione Pesenti Ets, con il sostegno di Italmobiliare e in collaborazione con Fondazione Corriere della Sera, Odissea Terra è nato come un viaggio nel presente di chi verrà. Una scelta culturale e civile, prima ancora che comunicativa, fondata sulla convinzione che la sostenibilità non possa essere ridotta a un tema tecnico o ambientale, ma debba essere riconosciuta come responsabilità condivisa, capace di attraversare l’impresa, la società, l’educazione, la salute, i diritti e le relazioni tra generazioni.

Nel 2025 il progetto ha preso forma attraverso quattro incontri pubblici che hanno affrontato alcune delle grandi domande del nostro tempo: il rischio dell’indifferenza di fronte alle sfide ambientali, il ruolo del sapere come rotta del cambiamento, l’urgenza della giustizia climatica, la necessità di costruire rotte condivise in un mondo sempre più complesso. Un percorso che ha coinvolto oltre 1.200 spettatori in presenza e una platea online di oltre 500.000 persone, alimentando una comunità di riflessione e azione e dando vita anche a contenuti digitali e a un ciclo di podcast pensato per ampliare il dibattito.

Il 2026 apre una nuova fase, dedicata ai Visionari. Non figure astratte o lontane dalla realtà, ma persone dotate di immaginazione e responsabilità, di visione e concretezza, che sono capaci di rendere visibile ciò che ancora non lo è e di indicare direzioni possibili quando il presente appare incerto. Essere visionari, in questo senso, non significa vivere di utopie, ma saper trasformare idee in percorsi, sogni in strategie, valori in risultati misurabili.

Il primo appuntamento del nuovo ciclo, “Salute, la sostenibilità nella cura”, ha riportato la sostenibilità alla sua dimensione più essenziale. La cura intesa come diritto fondamentale e come responsabilità collettiva, legata alla povertà, all’accesso alla salute e alla giustizia sanitaria. In questo percorso, la testimonianza di “visionari” come Don Dante Carraro, sacerdote e cardiologo alla guida di Medici con l’Africa CUAMM, ha offerto uno sguardo diretto sul legame tra povertà, accesso alle cure e tutela della dignità umana. Accanto a lui, il contributo di Alessandro D’Avenia e Silvana Signori ha permesso di intrecciare esperienza, pensiero e responsabilità, mostrando come la cura non sia soltanto un atto individuale, ma una forma profonda di sostenibilità sociale.

Visionari Visionari  
Visionari Visionari Visionari

Il percorso Visionari è proseguito poi con “C’è spazio per le donne. Senza parità il progresso è dispari”, un incontro dedicato alla parità come evoluzione culturale, sociale e civile. Il tema attraversa generazioni diverse: dalle battaglie che hanno aperto alle donne l’accesso allo studio e alle professioni scientifiche, fino a un presente in cui molte conquiste sembrano acquisite, ma continuano a richiedere consapevolezza, impegno e visione. La storia di Amalia Ercoli Finzi, prima donna laureata in Ingegneria Aeronautica in Italia, è stata al centro dell’incontro, diventando esempio emblematico di come il cambiamento nasca da chi ha saputo sfidare confini ritenuti invalicabili, contribuendo ad allargare per altri il campo del possibile. Dal confronto è emersa una riflessione ancor più ampia: la parità non riguarda soltanto le donne, ma la capacità dell’intera società di non sprecare energie, competenze e visioni indispensabili alla costruzione del futuro.

Visionari Visionari Visionari

Del resto, il senso del progetto Visionari è proprio questo, offrire esempi capaci di aprire strade, non per celebrare percorsi individuali, ma per trasformarli in orientamento collettivo. Ed è così che ogni incontro diventa una tappa di un viaggio che non cerca risposte semplici, ma strumenti per leggere il presente con maggiore profondità e responsabilità.

 


 

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